La Maddalena in pillole

Si ricorda che sull’isola l’acqua NON è potabile pertanto non va bevuta e possibilmente non utilizzata neppure per cuocere la pasta e per il caffè.

È consigliabile acquistare nei supermercati le confezioni di acqua naturale (ci sono confezioni economiche).

Sull’isola è obbligatorio effettuare la raccolta differenziata; insieme alle presenti note vi viene inviato via mail prima del vostro arrivo il prospetto con i giorni di ritiro. Tutti gli appartamenti sono in ZONA A

Per l’appartamento di via Spano bisogna mettere la sera prima appesi ai ganci posti sul muro in prossimità dello scivolo del garage i due appositi bidoncini: quello MARRONE SOLO per l’umido e l’altro, grigio, dove di giorno in giorno andrà posto il rifiuto che viene ritirato; nell’appartamento ci sono comunque altri bidoncini per differenziare che NON vanno messi all’esterno.

per gli appartamenti di via Sardegna in ogni appartamento ci sono i bidoncini per differenziare. I rifiuti vanno messi nei due bidoni fuori dal portone di ingresso la sera prima secondo il calendario: uno per l’umido (quello MARRONE appeso ai due ganci) e l’altro dove di giorno in giorno andrà posto il rifiuto che viene ritirato. Si raccomanda di inserire correttamente i rifiuti perché per eventuali errori potrebbero essermi addebitate multe oltre ovviamente a non venire ritirati.

ATTENZIONE: carta e cartone NON vanno messi in sacchetti di plastica ma in sacchi di carta o scatole di cartone; VETRO e LATTINE vanno messi direttamente nel bidone senza sacchetti o eventualmente in un sacchetto che DEVE essere APERTO; PLASTICA va bene nei sacchetti trasparenti; UMIDO usare SOLO gli appositi sacchetti biodegradabili.

In ogni appartamento troverete il calendario completo con le istruzioni.

Isola di La Maddalena

TESTA DEL POLIPO (Capocchia d’u Purpu)

La si raggiunge andando in direzione Caprera e poi deviando verso la penisola dei Giardinelli. Spiaggia di sabbia non molto grande, si raggiunge tramite una strada parzialmente dissestata e si riempie di gente facilmente. Merita una visita.

BASSA TRINITA

A nord dell’isola (vicino al Villaggio del TCI); spiaggia, o meglio tre cale, di sabbia fine bianca, la spiaggia più grande dell’isola e facile da raggiungere. Proprio per questo è una delle più frequentate; posta alla fine di una strada chiusa, nei momenti di punta l’arrivo ed il parcheggio può risultare caotico. Merita una visita.

MONTI D’A’ RENA

A nord dell’isola, spiaggia di sabbia “grossa” con una duna alta dieci metri, molto frequentata quando tira vento.

SPALMATORE Piccola spiaggia parzialmente “attrezzata” diventa affollata soprattutto quando tira il maestrale. A volte meglio andare qualche metro più avanti sul “costone”

TEGGE Più che una spiaggia per noi è un “luogo”. Non è la spiaggetta che si incontra quando si parcheggia, ma sono enormi sassi di granito che si trovano al termine di un breve percorso dopo il bar e che sono un’ottima sistemazione quando il maestrale è molto forte. A qualcuno non dice molto, invece per noi è appunto un “luogo”.

LO STRANGOLATO

Si trova nei pressi d Punta Abbatoggia ed è una delle poche spiagge che, anche in pieno agosto non è mai superaffollata. Per accedervi con l’auto la proprietà della strada sterrata che è privata, fa pagare un “obolo”: meglio informarsi prima.

IL CARDELLINO

Situata a nord tra Porto Massimo e Monti d’a Rena si raggiunge facilmente con la strada panoramica (un po’ meno facile parcheggiare) ed è adatta alle famiglie con bambini piccoli avendo un fondale basso.

Isola di Caprera

CALA GARIBALDI

Dopo il ponte a sinistra verso quello che una volta era il Club Med (definitivamente chiuso); bella spiaggia grande e molto comoda; si raggiunge facilmente parcheggiando ai lati della strada bianca.

CALA SERENA

A dieci minuti a piedi da Cala Garibaldi: è una spiaggia molto piccola ma il suo colore azzurro merita sicuramente una visita. Anche questa si riempie di gente con facilità.

CALA NAPOLETANA

A nord di Caprera, si raggiunge dopo aver percorso un sentiero non sempre facilmente riconoscibile. Tempo di percorrenza 30/35 minuti. Vale sicuramente la pena ma ricordandosi che poi bisogna fare 30/35 minuti di risalita.

CALA COTICCIO (THAITI)

ATTENZIONE: si può percorrere il sentiero SOLAMENTE se accompagnati dalla guida. Così soprannominata da Folco Quilici, si trova andando in direzione nord. Si raggiunge dopo aver percorso un sentiero per circa 40 minuti. È una delle mete più ambite ma le due spiagge non sono più grandi di un monolocale, il sentiero non è dei più facili (si può sbagliare direzione) e quando tira il maestrale ci sono più barche che a Porto Cervo. Da NON percorrere con le ciabatte infradito.

CALA PORTESE (DUE MARI)

La ritengo una delle più belle spiagge dell’isola, sia per grandezza che per i colori. Purtroppo è luogo dove si deposita la posidonia morta (è una pianta NON un’alga!) e poiché qui non devono pulire le spiagge, la sabbia ne risulta piena. Ma i suoi colori meritano il viaggio (è uno dei punti più lontani dal ponte). Mi pare sia capolinea del minibus.

SPIAGGIA DEL RELITTO

Relitto a parte (ormai quasi sparito) la spiaggia si trova proseguendo per altri cinque/dieci minuti oltre Due Mari da dove la strada non è più asfaltata e decisamente sconnessa. È molto bella e quindi frequentatissima.

CALA ANDREANI

Invece di svoltare a sinistra sulla salita che porta al Relitto, si prosegue per altri cento metri verso punta Rossa e sulla sinistra si trova Cala Andreani, altrettanto bella e frequentata.

Altrettante e belle, bellissime sono le spiagge sulle altre isole maggiori dell’arcipelago: Cala Granara, Cala Ciaccaro (Soraya), Cala Granara a Spargi, spiaggia Rosa e spiaggia del Cavaliere a Budelli, Cala Santa Maria sull’omonima isola, il passo degli Asinelli tra Razzoli e Budelli, tanto per citare le più famose.

Se poi navigate in acque francesi arrivate fino alla splendida isola dei Lavezzi e se vi spingete oltre arrivate fino in Corsica all’Isola Piana …. In fin dei conti sono meno di 20 miglia, poco più di due ore con un gozzo, meno di un’ora con il gommone ma attenzione: si stanno attraversando le Bocche di Bonifacio quindi studiare con attenzione le previsioni del tempo per non essere costretti a rifugiarsi in qualche cala sconosciuta o a passare la notte a Bonifacio!


CAPRERA
La natura fa la parte del gigante a Caprera e qui potete trovare boschi, passeggiate nella natura e … nella storia. Già perché Caprera era una volta isola militare e molti sono i forti che nell’arco di oltre un secolo sono stati costruiti tra il 1800 ed il 1900, Ora sono in disuso ma sono posti in punti strategici con panorami mozzafiato. Arbuticci (sede del memoriale di Garibaldi) e Poggio Raso tanto per citarne due, senza dimenticare le batterie di Candeo (all’estrema punta nord) con le gallerie incredibilmente mimetizzate nel granito.

L’appuntamento nelle giornate di Maestrale impetuoso è la salita sul Monte Teialone sulla cui cima (212 s.l.m. – la più alta dell’isola) si trova una piccola stazione meteo e da dove si può ammirare l’isola ed il mare circostante a 360°. La salita non dura più di 15 minuti.

Stagnali
Ex caserma sull’isola di Caprera è ora un piccolo borgo dove trovano tra l’altro collocazione il museo geomineralogico, il museo del mare ed una chiesa.

Casa di Garibaldi

Il luogo in cui Garibaldi ha dimorato negli ultimi anni della sua vita è ora diventato uno dei musei più visitati d’Italia! Quindi se decidete di andarci non pensate di farlo in una giornata di brutto tempo …. Non sareste gli unici. Il museo apre dal lunedì al sabato dalle 10.30 e chiude alle 18:30.

Le visite sono guidate e si entra in gruppi di venti persone alla volta ogni dieci minuti. Avete quindi capito che se volete effettuare la visita senza grossi stress dovete rubarvi un paio d’ore la mattina presto di una bella giornata di sole. Ma per me ne vale la pena.

Animali

Sull’isola non è raro incontrare cinghiali e caproni. Se lasciati in pace non creano nessun disturbo.


La Maddalena

Museo Nino Lamboglia

Sono esposte le anfore ed altre suppellettili ritrovate in una nave romana affondata nel canale tra La Maddalena e Spargi. Il museo è attualmente chiuso ufficialmente per ristrutturazione. Ma è molto probabile che non venga mai più riaperto a causa degli alti costi necessari per la messa in sicurezza della struttura.   

Museo Diocesano

Il pezzo forte sono i due candelabri ed il crocifisso d’argento donati da Horatio Nelson, prima di intraprendere il lungo viaggio che l’avrebbe portato alla fatale Trafalgar, al parroco del paese. Ma ci sono anche un’infinità di oggetti interessanti (ex voto, arazzi, antichi libri, oggettistica sacra) che fanno per me di questo mini museo (sono due stanze o poco più) un luogo da visitare. È necessario telefonare (vedere cartello all’ingresso) per richiedere la visita


Santo Stefano

Arrivando a Cala Villamarina si può visitare un esempio di “archeologia industriale”: una cava di granito chiusa da anni dove, tra l’altro, si può vedere l’imponente ed incompiuta statua in granito di Costanzo Ciano, opera dello scultore Arturo Dazzi, che avrebbe dovuto essere posta all’ingresso del porto di Livorno.

 

Un’ultima curiosità: qualcuno dei diversamente giovani si ricorderà lo sceneggiato “A Come Andromeda” trasmesso nel 1972 dalla Rai in cinque puntate con Luigi Vannucchi, Paola Pitagora, Tino Carraio, Enzo Tarascio, Franco Volpi, Giampiero Albertini e Nicoletta Rizzi. Bene una parte degli esterni è stata girata in Sardegna, ed in particolare a Santo Stefano e nel canale tra La Maddalena e Spargi.

Se volete rinfrescarvi la memoria potete vedere le cinque puntate su RaiPlay (chi non lo avesse ancora fatto può registrarsi gratuitamente), ecco il link alle cinque puntate: https://www.raiplay.it/programmi/acomeandromeda